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Il sito non porta richieste? Sette controlli in un’ora
Sette verifiche che puoi fare tu, dal telefono, in un’ora. Ognuna con il motivo e il rimedio in una frase.
Il sito ce l’hai da tre anni. Le richieste arrivano ancora quasi tutte per telefono, da chi ti conosce o da chi ti ha segnalato un cliente. Dal sito, una ogni tanto. Spesso fuori target.
La reazione tipica è: rifacciamolo. Ma rifarlo senza sapere cosa non funziona significa rifare gli stessi errori con un altro carattere tipografico. Nella maggior parte dei casi il problema non è il progetto grafico: è che chi arriva non capisce cosa fai, non trova i numeri che gli servono e non sa con chi parlerà.
Qui sotto trovi sette controlli. Li fai tu, dal telefono, in un’ora. Per ognuno c’è il perché conta e il rimedio in una frase. Poi decidi se serve un intervento o un restauro.
Chi arriva capisce in cinque secondi cosa fai?
Apri la home dal telefono e conta cinque secondi. In quei cinque secondi devi vedere: cosa producete, per chi, con che tecnologia. Non un claim. Non «soluzioni integrate per l’industria». Una frase asciutta tipo «Lavorazioni meccaniche di precisione su acciaio inox e titanio, per il settore medicale e oleodinamico».
Perché conta: il visitatore B2B non naviga per curiosità. Sta confrontando tre fornitori con una richiesta già in mano. Se non ti riconosce subito come possibile fornitore, chiude.
Rimedio: riscrivi la prima frase della home mettendo lavorazione, materiali e settori serviti, e togli tutto ciò che potrebbe stare sul sito di un’azienda diversa dalla tua.
Prima
«Da oltre trent’anni siamo il partner ideale per le aziende che cercano qualità, innovazione e affidabilità. La nostra mission è la piena soddisfazione del cliente attraverso un approccio orientato all’eccellenza e al miglioramento continuo dei processi.»
Dopo
«Tornitura e fresatura CNC su inox, alluminio e titanio. Lotti da 50 a 5.000 pezzi, tolleranze fino a 0,01 mm. Lavoriamo per costruttori di macchine oleodinamiche e strumentazione medicale. Preventivo su disegno entro 48 ore.»
Si capisce con chi si parla e quando ti richiamano?
Secondo controllo: cerca sul sito il nome di una persona. Non «il nostro team», non «lo staff commerciale». Un nome, un ruolo, una foto, un indirizzo di posta diretto. Nel B2B tecnico si compra da persone, non da loghi. Chi ti scrive per un pezzo su disegno vuole sapere se dall’altra parte c’è un tecnico o un centralino.
Rimedio: metti nome, ruolo e foto vera del referente commerciale e tecnico, e scrivi accanto al modulo entro quanto rispondi davvero.
Terzo controllo, collegato: il telefono. Prova a toccare il numero dallo schermo del cellulare. Se non parte la chiamata, hai perso una parte delle richieste senza accorgertene. Stessa cosa per l’indirizzo email scritto come immagine o spezzato per «difendersi dallo spam»: difende soprattutto dai clienti.
Rimedio: numero cliccabile in alto su ogni pagina e email in chiaro, scritta per esteso.
Ci sono i numeri che un tecnico cerca?
Quarto controllo. Scorri le pagine e conta i numeri. Tolleranze, dimensioni massime lavorabili, corse macchina, materiali trattati, lotti minimi e massimi, tempi di consegna tipici, certificazioni con la sigla giusta. Se in tre pagine trovi solo «elevata precisione» e «tempi rapidi», il tuo sito non parla la lingua di chi deve decidere.
Un responsabile acquisti o un progettista fa una cernita prima di scrivere. Se non trova la misura che gli serve, non chiede: passa al fornitore successivo che l’ha pubblicata. I numeri non sono un vanto, sono un filtro. Ti fanno arrivare meno richieste e più richieste giuste.
- ✓Cosa lavori: materiali per nome, non «metalli vari»
- ✓Entro che limiti: dimensioni, tolleranze, pesi, lotti
- ✓In quanto tempo: preventivo, campione, serie
- ✓Con che macchine: numero di centri, assi, controllo
- ✓Per chi: settori serviti, anche senza nomi di clienti
Rimedio: chiedi al capo officina i dieci numeri che dà sempre al telefono e mettili in pagina, così come li dice lui.
Le foto sono le tue o sono di repertorio?
Quinto controllo. Guarda le immagini. Se vedi un operaio sorridente con il casco bianco davanti a un macchinario che non è tuo, o un grafico astratto blu con linee luminose, quelle foto stanno anche sul sito di tre tuoi concorrenti. Il visitatore lo sente, anche se non lo riconosce: il sito diventa generico e la fiducia scende.
Le foto vere del tuo reparto valgono di più anche se sono meno patinate. Il pezzo finito sul banco, il cassone di trucioli, il pannello di controllo, il magazzino. Un progettista capisce dalla foto di un particolare se sei il fornitore adatto, molto prima di leggere il testo.
Rimedio: una mattina con un fotografo in reparto, oppure venti foto fatte bene col telefono con la luce accesa e i banchi in ordine.
Il sito è veloce e ha una pagina per ogni lavorazione?
Sesto controllo: la velocità, ma misurata come la misura un cliente. Esci dalla rete aziendale, usa i dati del telefono, apri la home. Se dopo tre secondi stai ancora guardando uno schermo bianco, il problema è concreto: chi ha fretta non aspetta. Le cause più frequenti sono immagini caricate a piena risoluzione e troppi elementi decorativi che si muovono.
Rimedio: comprimi le immagini, togli gli effetti che non servono a vendere e verifica di nuovo dal telefono, non dal computer dell’ufficio.
Settimo controllo, il più redditizio. Conta le pagine dedicate alle singole lavorazioni. Se hai una sola pagina «Servizi» che elenca otto lavorazioni in otto righe, stai chiedendo a un motore di ricerca e a un cliente di indovinare. Una pagina per ogni lavorazione, con i suoi numeri, le sue foto, i suoi esempi di applicazione: è così che ti trova chi cerca esattamente quella cosa.
Non serve farle tutte insieme. Parti dalle due lavorazioni che ti rendono di più e scrivi quelle. Sul resto puoi tornare tra un mese. Se vuoi capire come sta cambiando il modo in cui le persone cercano, ne abbiamo parlato in SEO nel 2026.
Cosa fai dopo l’ora di controlli?
Alla fine hai un elenco di problemi, non un progetto. Trasformalo in tre interventi e fermati lì. L’errore classico è aprire tutti i cantieri e non chiuderne nessuno.
- 1Questa settimana: riscrivi la prima frase della home, metti il numero cliccabile e il nome del referente.
- 2Questo mese: pubblica la pagina della lavorazione che ti rende di più, con numeri veri e foto tue.
- 3Entro il trimestre: aggiungi le altre due pagine di lavorazione e accorcia il modulo a quattro campi.
Sul modulo una nota: ogni campo in più è una richiesta in meno. Nome, azienda, contatto, cosa ti serve, con la possibilità di allegare un disegno. Fatturato, numero di dipendenti e «come ci hai conosciuto» li chiedi dopo, quando stai già parlando con la persona.
Se dopo tre mesi di sito sistemato le richieste restano poche ma buone, il sito sta facendo il suo lavoro: manca il traffico, ed è un altro problema. Se invece arrivano molte richieste fuori target, il filtro è troppo largo: rimetti i numeri. Le due cose si diagnosticano solo dopo aver fatto ordine, non prima.