Home / News & Insight / Case study
Case study
La fiera ti costa e rende poco? Il caso DGItalMecShow
Tre giorni di stand, tanti soldi, qualche biglietto da visita. Nel 2021 abbiamo provato a costruire una fiera della metalmeccanica che resta aperta tutto l’anno. Ecco i numeri e cosa abbiamo imparato.
Tre giorni di stand. L’allestimento, il viaggio, l’albergo, tre persone fuori dall’officina mentre le macchine girano con chi resta. Si torna con una scatola di biglietti da visita, due contatti buoni e la domanda di sempre: ne è valsa la pena? Per molte PMI metalmeccaniche la risposta onesta è «non lo so».
Nel 2021 abbiamo provato a rispondere in un altro modo, costruendo una fiera che non chiude. Si chiama DGItalMecShow ed è un progetto nostro: lo diciamo subito, perché questo è un caso di casa, raccontato con i numeri pubblici e con gli errori.
Il problema: la fiera finisce quando si smonta
La fiera fisica concentra tutto in tre giorni. Il costo, le persone, l’attenzione. Chi passa dal tuo stand e non è pronto a comprare, a novembre non sa più dove trovarti. Chi non è venuto, non sa che esisti. E il costo si ripete ogni anno, uguale, indipendentemente dai risultati.
Il conto lo conosci: tra spazio, allestimento, trasferte e giornate perse, una presenza fatta bene costa facilmente quanto una macchina utensile piccola. Per un’officina conto terzi da venti persone è una scommessa, non un investimento misurabile.
L’idea: uno stand che resta aperto 365 giorni
Una fiera digitale permanente, con padiglioni e stand come quella vera. Ogni azienda ha il suo stand: presentazione, capacità produttiva, prodotti e lavorazioni, video, brochure e contatti diretti della persona giusta. Il visitatore è quasi sempre chi cerca un fornitore: naviga per padiglione, per lavorazione o per regione e scrive direttamente all’azienda.
Non sostituisce la stretta di mano, e non ci abbiamo mai provato. Sostituisce l’invisibilità nei 362 giorni in cui la fiera fisica è chiusa.
I numeri, come stanno oggi
Sono quelli pubblicati sul sito della fiera a settembre 2026. Li riportiamo come sono.
- ✓121 espositori, in gran parte PMI italiane di lavorazioni meccaniche e forniture per l’industria.
- ✓2.487.787 visite totali dall’apertura, 63.214 nell’ultimo mese.
- ✓1.420 richieste di preventivo inviate direttamente alle aziende espositrici attraverso la fiera.
- ✓67.221 interazioni di possibili clienti: visite ai siti aziendali, mail, telefonate partite dagli stand.
- ✓Interazioni per anno: 170 nel 2021, 5.141 nel 2022, 12.395 nel 2023, 21.384 nel 2024, 23.262 nel 2025.
Cosa significano, e cosa no. Un’interazione non è un ordine: è una persona che ha guardato uno stand e ha fatto un passo verso l’azienda. Le richieste di preventivo sono il numero che conta di più, perché arrivano a chi espone senza passare da noi. E la crescita delle interazioni ha rallentato tra il 2024 e il 2025: la fiera è matura, e il lavoro oggi non è avere più visite ma richieste migliori.
Cosa abbiamo imparato, anche sbagliando
Lo stand deve rispondere a tre domande in novanta secondi
Il buyer tecnico non cerca l’azienda: cerca chi può fare il suo pezzo. Sullo stand si ferma poco e vuole sapere tre cose: fai quello che mi serve? Come lavori, con che numeri? Come ti contatto adesso? Gli stand che rispondono in ordine, con il titolo che dice la specializzazione e i numeri in vista, ricevono richieste. Quelli che raccontano la storia dell’azienda dal 1978 ricevono visite.
Il video vale più della brochure
Novanta secondi di una lavorazione vera, ripresi in officina, fanno più di un catalogo in PDF. Il buyer vuole vedere la macchina che lavora e la persona che ne parla. Non serve un attore: serve un tornio che gira e qualcuno che spiega cosa sta facendo.
La visibilità va mantenuta, non conquistata
Qui l’errore nostro. Quando abbiamo rallentato sui canali che portavano gente alla fiera, le newsletter e i social, si è visto. Le pagine più visitate erano diventate quelle di elenco, che attirano più robot che persone. Una fiera digitale è un sito, e un sito che non viene alimentato si spegne piano. Oggi pubblichiamo articoli tecnici ogni settimana e stiamo rifacendo il lavoro sulla posta.
Il contatto deve arrivare alla persona giusta
Una richiesta di preventivo che finisce in una casella generica letta il venerdì è una richiesta persa. Gli stand che funzionano hanno il nome, il telefono e la mail di chi risponde. Sembra banale; è la cosa che più spesso manca.
Per chi ha senso, e per chi no
Ha senso per l’officina conto terzi e per il fornitore che vogliono essere trovati dai buyer tutto l’anno, con un costo prevedibile e senza mandare tre persone in trasferta. Ha senso per chi ha qualcuno che risponde a una richiesta entro ventiquattr’ore.
Non ha senso se lavori solo per cinque clienti storici e non vuoi altri. Non ha senso se nessuno leggerà le richieste. E non ha senso come sostituto della fiera fisica se il tuo mercato si chiude ancora a tavolino.
Cosa puoi copiare anche senza di noi
- ✓Una pagina per ogni lavorazione, con i numeri: diametri, tolleranze, materiali, lotti, tempi. È il tuo stand permanente, anche sul tuo sito.
- ✓Un video di novanta secondi girato in officina, con una persona vera che spiega.
- ✓I contatti diretti di chi risponde, non la casella info.
- ✓Una misura sola: quante richieste arrivano al mese, e da dove. Il resto è rumore.
È quello che abbiamo imparato costruendo la fiera, e che applichiamo anche nei progetti di comunicazione per le aziende tecniche. La fiera digitale è un modo per farlo insieme ad altre 120 aziende; il principio funziona anche da soli.